RIAPERTURA IN UK: TUTTO RIMANDATO

Lunedì 14 il primo ministro Boris Johnson ha annunciato importanti novità sulla situazione sanitaria del paese in vista della possibile imminente riapertura, confermando però quello che era già nell’aria da molti giorni. E purtroppo non sono state  buone notizie. 

La reazione dei principali quotidiani britannici allo slittamento della riapertura

L’atteso discorso di Johnson sulla riapertura

Il suo discorso era atteso soprattutto per capire cosa sarebbe successo il 21 giugno. Questo giorno, infatti, era stato fissato a inizio anno dal governo come ultimo atto di un vasto programma di riapertura del paese. 

Nello specifico, il governo prevedeva la totale riapertura del paese, con l’eliminazione dei limiti di aggregazione, la riapertura di club e discoteche, la possibilità di partecipare a eventi di grandi dimensioni e la libertà di viaggiare senza restrizioni soprattutto a livello internazionale.

Un aggiornamento del primo ministro sulla campagna vaccinale

Numeri ancora troppo alti

Purtroppo, però, la situazione sanitaria nel Regno Unito non è ancora tale da poter permettere l’allenamento di tali restrizioni. Sia il governo che gli esperti, infatti, sono preoccupati dall’avanzata della variante Delta, o indiana, il cui livello di contagio e diffusione sembrano essere più pericolosi e rapidi rispetto ad altre varianti.

Gli esperti assicurano tuttavia che la protezione con entrambe le dosi del vaccino è alta anche contro questa forma di virus. La sfida del governo sarà dunque di tenere sotto controllo il virus e procedere a passo spedito con il piano vaccinale, che ad oggi conta 30 milioni di persone che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino. 

L'evoluzione negativa della pandemia nel Regno Unito fa slittare la data della riapertura

Cosa aspettarsi ora

Per quanta riguarda la totale eliminazione delle restrizioni, invece, bisognerà aspettare ancora almeno quattro settimane, sperando che la situazione nel frattempo sia migliorata. C’è tanta voglia di tornare alla normalità, e anche una città importante come Londra non vede l’ora di tornare ad essere un punto di riferimento e una protagonista a livello globale. Questo è il momento di lavorare assieme per un unico obiettivo, perché come direbbe la band inglese Madness: “we are London”. Già, Londra. 

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