Si (ri)parte!

In questo articolo ti racconto la mia personale esperienza di viaggio durante questo periodo, nel quale le misure un po’ in tutta Europa si sono allentate e i vari governi, seppur in modo precauzionale, spingono per un ritorno alla normalità anche nel settore dei viaggi e del turismo .

Lo ammetto, non è passato molto dal mio ultimo viaggio, anche se in quel caso erano altre circostanze e ancora ci trovavamo nel bel mezzo dell’emergenza. Ero di ritorno dal Sudamerica dove stavo affrontando un bellissimo viaggio zaino in spalla e che purtroppo ho dovuto interrompere a causa del coronavirus. Anche se tornato alla solita routine, la voglia di esplorare non si è mai placata e alla prima occasione buona eccomi qui di nuovo a preparare zaino e passaporto.

La destinazione di questa nuova e per certi versi insolita avventura è la Spagna, e più precisamente Barcellona e la Costa Brava. Ho deciso di viaggiare di nuovo perché credo sia giusto poter continuare a  sentirsi liberi, continuando comunque a seguire le disposizioni locali e nazionali e rispettando le norme di base, e restando sempre coscienti che l’emergenza non è ancora del tutto passata. Proprio per questo motivo la prima cosa che ho fatto è stata studiare attentamente tutte le disposizioni vigenti in aeroporto, in aereo e per poter entrare nel paese.

Ecco dunque un riassunto di tutto quello vissuto, diviso per passaggi:

Prenotazione

Onestamente fin dal primo momento non ho trovato particolari difficoltà o restrizioni così forti dal farmi desistere dalla idea di prenotare il volo. È però vero che i prezzi non sempre sono accessibili, anche se va considerato il fatto che durante la stagione estiva i voli per il sud Europa sono sempre abbastanza cari.

Le procedure per l’acquisto del biglietto si sono rivelate facili come sempre. Nel caso della Spagna l’unica cosa che viene richiesta è la compilazione di un modulo per gestire il tracciamento delle persone in ingresso nel paese. Tutti i passaggi online sono semplici e la spiegazione chiara. Una volta completato, viene rilasciato un codice QR da mostrare all’arrivo. Non ti preoccupare se ti dimentichi o non hai tempo, perché in aereo (o almeno nei voli Vueling) viene rilasciato lo stesso modulo da compilare in versione cartacea.

Collegamenti con l’aeroporto

Anche per quanto riguarda il trasbordo per arrivare in aeroporto non ho trovato particolari difficoltà.

Piccola nota: io ho viaggiato da Londra, dove vivo, e l’aeroporto dal quale sono partito era Gatwick, il secondo più grande della capitale britannica. Normalmente i collegamenti sono già molto efficienti tra la city e questo aeroporto, anche perché molti treni (incluso quello su cui viaggiavo) raggiungono Brighton, altra destinazione molto popolare nel sud dell’Inghilterra. Se anche tu stai pensando a viaggiare, allora ti consiglio di verificare con attenzione la disponibilità e la frequenza dei mezzi di trasporto per raggiungere il tuo aeroporto, soprattutto se di piccole dimensioni, poiché può ancora soffrire di collegamenti carenti (consiglio il sito/app nationalrail.co.uk per chi come me vive in UK).

In aeroporto

Il momento in cui mi sono davvero accorto che viaggiare non più come prima (per il momento si spera) è stato sicuramente in aeroporto. Qui infatti i nostri ricordi di viaggiatori e il nostro immaginario collettivo ci portano sempre a un luogo caotico, frenetico e affollato. Nessuno di questi aggettivi per ora si adatta per descrivere quello che sembra più una struttura abbandonata che un aeroporto internazionale. A parte il flusso ancora molto basso di persone, salta all’occhio anche la quasi totalità di saracinesche di bar, ristoranti e negozi ancora chiusa. Desolante. Altra piccola nota: consiglio di portarsi del cibo da casa, o comprato prima dell’arrivo in aeroporto. A Gatwick, per esempio, solo da Boot’s e WHSmith (due catene per sono per lo più specializzate nella vendita rispettivamente di farmaci e articoli di cartoleria) è possibile acquistare prodotti alimentari confezionati.

Dal forte shock iniziale cerco comunque di trovare degli aspetti positivi: nessuna coda al check in, nessuna attesa per passare i controlli di sicurezza e imbarco immediato. Magra consolazione ma restare ottimisti in questo periodo è davvero importante.

Un altro aspetto che indubbiamente merita citazione è ovviamente la pulizia: mi ha fatto molto piacere notare come sparsi per tutto l’aeroporto si trovino dispenser con gel antibatterico, personale delle pulizie costantemente in azione e tutto lo staff aeroportuale estremamente attento a seguire tutte le norme, indossando maschere di protezione, mantenendo la distanza di sicurezza e seguendo i percorsi evidenziati laddove ci si trovi in uno spazio ristretto.

In aereo

Ed infine eccomi qui, in aereo. Leggendo un po’ di forum in internet qua e là, l’aspetto del volo in aereo e delle misure adottate è sicuramente uno dei più discussi. Ecco la mia esperienza:

  • salviettine rinfrescanti offerte al momento dell’entrata in aereo
  • personale a bordo dotato di mascherina
  • purtroppo il mio volo non era pieno quindi non posso giudicare il distanziamento sociale
  • non vengono offerti alimenti ma solo bevande.
  • in generale l’aereo mi è sembrato pulito e sicuro.

Aeroporto di arrivo e ingresso nel paese

Purtroppo anche la situazione all’aeroporto di Barcellona non sembra essere diversa e migliore da quella di Gatwick. Anche qui pochi viaggiatori, numero di voli molto ridotto e aeroporto semi-vuoto.

Come accennato prima, per poter entrare in Spagna, il governo ha introdotto misure di controllo dei flussi turistici attraverso la compilazione di un formulario. Una volta passati i soliti controlli doganali, lo staff ti indirizza verso una postazione adibita al controllo sanitario. È qui il momento in cui bisogna presentare e scannerizzare il codice QR rilasciato una volta completato il questionario. L’intero processo è stato molto breve e ben organizzato.

Noleggio auto e inizio dell’avventura

Una volta completate tutte le procedure aeroportuali e doganali mi dirigo in direzione degli uffici di noleggio auto per ritirare la mia vettura. Anche in questo caso le procedure sanitarie adottate sono molto stringenti e congrue con il periodo storico. Anche all’interno dell’ufficio vige l’obbligo di indossare la mascherina, disinfettarsi le mani e rispettare la distanza personale. Viene anche sottolineato come per igienizzare le auto vengano effettuate pulizie più profonde e con disinfettanti utili a contrastare il coronavirus. È tutto come mi aspettavo.

Il ritiro delle chiavi della macchina segna l’ultimo passaggio prima di uscire dall’aeroporto. Finalmente l’avventura può avere inizio. Mi aspettano giorni di sole, mare, relax e buon cibo, il tutto in una cornice culturale stupenda come quella della Spagna.

Vamos!

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